Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Oggi il Vangelo ci parla di Ges�, che afferma con semplicit�: �Io sono il pane vivo, disceso dal cielo� (Gv 6,51). Davanti alla folla, il Figlio di Dio si identifica con l�alimento pi� comune e quotidiano, il pane: �Io sono il pane�. Tra coloro che ascoltano, alcuni si mettono a discutere (cfr v. 52): come pu� Ges� darci da mangiare la propria carne? Anche noi oggi ci poniamo questa domanda, per� con meraviglia e con gratitudine. Ecco due atteggiamenti sui quali riflettere: meraviglia e gratitudine, davanti al miracolo dell�Eucaristia.
Primo: la meraviglia, perch� le parole di Ges� ci sorprendono. Ma Ges� sempre ci sorprende, sempre. Anche oggi, nella vita di ciascuno, Ges� sempre ci sorprende. Il pane dal cielo � un dono che eccede ogni aspettativa. Chi non coglie lo stile di Ges� resta sospettoso: sembra impossibile, addirittura disumano mangiare la carne di un altro (cfr v. 54). Carne e sangue, invece, sono l�umanit� del Salvatore, la sua stessa vita offerta come nutrimento per la nostra.
E questo ci porta al secondo atteggiamento: gratitudine � primo, meraviglia, adesso, gratitudine �, perch� riconosciamo Ges� l� dove si fa presente per noi e con noi. Si fa pane per noi. �Chi mangia la mia carne rimane in me e io in lui� (cfr v. 56). Il Cristo, vero uomo, sa bene che bisogna mangiare per vivere. Ma sa anche che questo non basta. Dopo aver moltiplicato il pane terreno (cfr Gv 6,1-14), Egli prepara un dono ancora maggiore: Lui stesso si fa vero cibo e vera bevanda (cfr v. 55). Grazie, Signore Ges�! Con il cuore possiamo dire: grazie, grazie.
Il pane celeste, che viene dal Padre, � proprio il Figlio fatto carne per noi. Questo alimento ci � pi� che necessario, perch� sazia la fame di speranza, fame di verit�, fame di salvezza che tutti noi sentiamo non nello stomaco, ma nel cuore. L�Eucaristia ci � necessaria, a tutti.
Ges� si prende cura del bisogno pi� grande: ci salva, nutrendo la nostra vita con la sua, e questo per sempre. E grazie a Lui possiamo vivere in comunione con Dio e tra noi. Il pane vivo e vero non � dunque un qualcosa di magico, no, non � una cosa che risolve di colpo tutti i problemi, ma � lo stesso Corpo di Cristo, che d� speranza ai poveri e vince l�arroganza di chi si abbuffa a loro danno.
Chiediamoci allora, fratelli e sorelle: ho fame e sete di salvezza, non solo per me, ma per tutti i miei fratelli e sorelle? Quando ricevo l�Eucaristia, che � il miracolo della misericordia, so stupirmi davanti al Corpo del Signore, morto e risorto per noi?
Preghiamo insieme la Vergine Maria, perch� ci aiuti ad accogliere il dono del cielo nel segno del pane.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 18/08/2024
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Il pane vivo e vero non � dunque un qualcosa di magico, no, non � una cosa che risolve di colpo tutti i problemi, ma � lo stesso Corpo di Cristo, che d� speranza ai poveri e vince l�arroganza di chi si abbuffa a loro danno.

- Papa Francesco -
Il pane dal cielo � un dono che eccede ogni aspettativa. Chi non coglie lo stile di Ges� resta sospettoso [...]. Carne e sangue, invece, sono l�umanit� del Salvatore, la sua stessa vita offerta come nutrimento per la nostra.

- Papa Francesco -
Dopo aver moltiplicato il pane terreno (cfr Gv 6,1-14), Egli prepara un dono ancora maggiore: Lui stesso si fa vero cibo e vera bevanda (cfr v. 55). Grazie, Signore Ges�!

- Papa Francesco -