Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nel Vangelo della Liturgia odierna Ges� ci invita a riflettere sul nostro sguardo e sul nostro parlare. Lo sguardo e il parlare.
Anzitutto sul nostro sguardo. Il rischio che corriamo, dice il Signore, � concentrarci a guardare la pagliuzza nell�occhio del fratello senza accorgerci della trave che c�� nel nostro (cfr Lc 6,41). In altre parole, essere attentissimi ai difetti degli altri, anche a quelli piccoli come una pagliuzza, trascurando serenamente i nostri, dandogli poco peso. � vero quanto dice Ges�: troviamo sempre motivi per colpevolizzare gli altri e giustificare noi stessi. E tante volte ci lamentiamo per le cose che non vanno nella societ�, nella Chiesa, nel mondo, senza metterci prima in discussione e senza impegnarci a cambiare anzitutto noi stessi. Ogni cambiamento fecondo, positivo, deve incominciare da noi stessi. Al contrario, non ci sar� cambiamento. Ma � spiega Ges� � facendo cos� il nostro sguardo � cieco. E se siamo ciechi non possiamo pretendere di essere guide e maestri per gli altri: un cieco, infatti, non pu� guidare un altro cieco (cfr v. 39).
Cari fratelli e sorelle, il Signore ci invita a ripulire il nostro sguardo. Per prima cosa ci chiede di guardare dentro di noi per riconoscere le nostre miserie. Perch� se non siamo capaci di vedere i nostri difetti, saremo sempre portati a ingigantire quelli altrui. Se invece riconosciamo i nostri sbagli e le nostre miserie, si apre per noi la porta della misericordia. E dopo esserci guardati dentro, Ges� ci invita a guardare gli altri come fa Lui � questo � il segreto: guardare gli altri come fa Lui �, che non vede anzitutto il male, ma il bene. Dio ci guarda cos�: non vede in noi degli sbagli irrimediabili, ma vede dei figli che sbagliano. Cambia l�ottica: non si concentra sugli sbagli, ma sui figli che sbagliano. Dio distingue sempre la persona dai suoi errori. Salva sempre la persona. Crede sempre nella persona ed � sempre pronto a perdonare gli errori. Sappiamo che Dio perdona sempre. E ci invita a fare lo stesso: a non ricercare negli altri il male, ma il bene.
Dopo lo sguardo, Ges� oggi ci invita a riflettere sul nostro parlare. Il Signore spiega che la bocca �esprime ci� che dal cuore sovrabbonda� (v. 45). � vero, da come uno parla ti accorgi subito di quello che ha nel cuore. Le parole che usiamo dicono la persona che siamo. A volte, per�, prestiamo poca attenzione alle nostre parole e le usiamo in modo superficiale. Ma le parole hanno un peso: ci permettono di esprimere pensieri e sentimenti, di dare voce alle paure che abbiamo e ai progetti che intendiamo realizzare, di benedire Dio e gli altri. Purtroppo, per�, con la lingua possiamo anche alimentare pregiudizi, alzare barriere, aggredire e perfino distruggere; con la lingua possiamo distruggere i fratelli: il pettegolezzo ferisce e la calunnia pu� essere pi� tagliente di un coltello! Al giorno d�oggi, poi, specialmente nel mondo digitale, le parole corrono veloci; ma troppe veicolano rabbia e aggressivit�, alimentano notizie false e approfittano delle paure collettive per propagare idee distorte. Un diplomatico, che fu Segretario Generale delle Nazioni Unite e vinse il Nobel per la Pace, disse che �abusare della parola equivale a disprezzare l�essere umano� (D. Hammarskj�ld, Tracce di cammino, Magnano BI 1992, 131).
Domandiamoci allora che genere di parole utilizziamo: parole che esprimono attenzione, rispetto, comprensione, vicinanza, compassione, oppure parole che mirano principalmente a farci belli davanti agli altri? E poi, parliamo con mitezza o inquiniamo il mondo spargendo veleni: criticando, lamentandoci, alimentando l�aggressivit� diffusa?
La Madonna, Maria, di cui Dio ha guardato l�umilt�, la Vergine del silenzio che ora preghiamo, ci aiuti a purificare il nostro sguardo e il nostro parlare.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 27/02/2022
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Dio distingue sempre la persona dai suoi errori. Salva sempre la persona. Crede sempre nella persona ed � sempre pronto a perdonare gli errori. Sappiamo che Dio perdona sempre. E ci invita a fare lo stesso: a non ricercare negli altri il male, ma il bene.

- Papa Francesco -
Al giorno d�oggi, poi, specialmente nel mondo digitale, le parole corrono veloci; ma troppe veicolano rabbia e aggressivit�, alimentano notizie false e approfittano delle paure collettive per propagare idee distorte. Un diplomatico, che fu Segretario Generale delle Nazioni Unite e vinse il Nobel per la Pace, disse che �abusare della parola equivale a disprezzare l�essere umano� (D. Hammarskj�ld, Tracce di cammino, Magnano BI 1992, 131).

- Papa Francesco -
Cari fratelli e sorelle, il Signore ci invita a ripulire il nostro sguardo. Per prima cosa ci chiede di guardare dentro di noi per riconoscere le nostre miserie [...] E dopo esserci guardati dentro, Ges� ci invita a guardare gli altri come fa Lui � questo � il segreto: guardare gli altri come fa Lui �, che non vede anzitutto il male, ma il bene.

- Papa Francesco -