Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa terza domenica di Avvento la liturgia ci invita alla gioia. Sentite bene: alla gioia. Il profeta Sofonia si rivolge con queste parole alla piccola porzione del popolo di Israele: �Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!� (3,14). Gridare di gioia, esultare, rallegrarsi: questo � l�invito di questa domenica. Gli abitanti della citt� santa sono chiamati a gioire perch� il Signore ha revocato la sua condanna (cfr v. 15). Dio ha perdonato, non ha voluto punire! Di conseguenza per il popolo non c�� pi� motivo di tristezza, non c�� pi� motivo di sconforto, ma tutto porta a una gratitudine gioiosa verso Dio, che vuole sempre riscattare e salvare coloro che ama. E l�amore del Signore per il suo popolo � incessante, paragonabile alla tenerezza del padre per i figli, dello sposo per la sposa, come dice ancora Sofonia: �Gioir� per te, ti rinnover� con il suo amore, esulter� per te con grida di gioia� (v. 17). Questa � � cos� si chiama � la domenica della gioia: la terza domenica dell�Avvento, prima del Natale.

Questo appello del profeta � particolarmente appropriato nel tempo in cui ci prepariamo al Natale, perch� si applica a Ges�, l�Emmanuele, il Dio-con-noi: la sua presenza � la sorgente della gioia. Infatti Sofonia proclama: �Re d�Israele � il Signore in mezzo a te�; e poco dopo ripete: �Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te � un salvatore potente� (vv. 15.17). Questo messaggio trova il suo pieno significato nel momento dell�annunciazione a Maria, narrata dall�evangelista Luca. Le parole rivolte dall�angelo Gabriele alla Vergine sono come un�eco di quelle del profeta. Cosa dice l�arcangelo Gabriele? �Rallegrati, piena di grazia, il Signore � con te� (Lc 1,28). �Rallegrati�, dice alla Madonna. In un borgo sperduto della Galilea, nel cuore di una giovane donna ignota al mondo, Dio accende la scintilla della felicit� per il mondo intero. E oggi lo stesso annuncio � rivolto alla Chiesa, chiamata ad accogliere il Vangelo perch� diventi carne, vita concreta. Dice alla Chiesa, a tutti noi: �Rallegrati, piccola comunit� cristiana, povera e umile ma bella ai miei occhi perch� desideri ardentemente il mio Regno, hai fame e sete di giustizia, tessi con pazienza trame di pace, non insegui i potenti di turno ma rimani fedelmente accanto ai poveri. E cos� non hai paura di nulla ma il tuo cuore � nella gioia�. Se noi viviamo cos�, alla presenza del Signore, il nostro cuore sempre sar� nella gioia. La gioia �di alto livello�, quando c��, piena, e la gioia umile di tutti i giorni, cio� la pace. La pace � la gioia pi� piccola, ma � gioia.

Anche san Paolo oggi ci esorta a non angustiarci, a non disperare per nulla, ma in ogni circostanza far presenti a Dio le nostre richieste, le nostre necessit�, le nostre preoccupazioni �con preghiere e suppliche� (Fil 4,6). La consapevolezza che nelle difficolt� possiamo sempre rivolgerci al Signore, e che Egli non respinge mai le nostre invocazioni, � un grande motivo di gioia. Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscir� mai a toglierci la serenit� che viene non da cose umane, dalle consolazioni umane, no, la serenit� che viene da Dio, dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, e lo fa sempre. Anche in mezzo ai problemi e alle sofferenze, questa certezza alimenta la speranza e il coraggio.

Ma per accogliere l�invito del Signore alla gioia, occorre essere persone disposte a mettersi in discussione. Cosa significa questo? Proprio come coloro che, dopo aver ascoltato la predicazione di Giovanni il Battista, gli chiedono: tu predichi cos�, e noi, �che cosa dobbiamo fare?� (Lc 3,10. Io cosa devo fare? Questa domanda � il primo passo per la conversione che siamo invitati a compiere in questo tempo di Avvento. Ognuno di noi si domandi: cosa devo fare? Una cosa piccolina, ma �cosa devo fare?�. E la Vergine Maria, che � nostra madre, ci aiuti ad aprire il nostro cuore al Dio-che-viene, perch� Egli inondi di gioia tutta la nostra vita.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 16/12/2018


Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"


Nessuna preoccupazione, nessuna paura riuscir� mai a toglierci la serenit� che viene non da cose umane, dalle consolazioni umane, no, la serenit� che viene da Dio, dal sapere che Dio guida amorevolmente la nostra vita, e lo fa sempre. Anche in mezzo ai problemi e alle sofferenze, questa certezza alimenta la speranza e il coraggio.

- Papa Francesco -



La consapevolezza che nelle difficolt� possiamo sempre rivolgerci al Signore, e che Egli non respinge mai le nostre invocazioni, � un grande motivo di gioia.

- Papa Francesco -