Citazione spirituale

Angelus in Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo di questa domenica (cfr Mc 9,38-43.45.47-48) ci presenta uno di quei particolari molto istruttivi della vita di Ges� con i suoi discepoli. Questi avevano visto che un uomo, il quale non faceva parte del gruppo dei seguaci di Ges�, scacciava i demoni nel nome di Ges�, e perci� volevano proibirglielo. Giovanni, con l�entusiasmo zelante tipico dei giovani, riferisce la cosa al Maestro cercando il suo appoggio; ma Ges�, al contrario, risponde: �Non glielo impedite, perch� non c�� nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non � contro di noi � per noi� (vv. 39-40).

Giovanni e gli altri discepoli manifestano un atteggiamento di chiusura davanti a un avvenimento che non rientra nei loro schemi, in questo caso l�azione, pur buona, di una persona �esterna� alla cerchia dei seguaci. Invece Ges� appare molto libero, pienamente aperto alla libert� dello Spirito di Dio, che nella sua azione non � limitato da alcun confine e da alcun recinto. Ges� vuole educare i suoi discepoli, anche noi oggi, a questa libert� interiore.

Ci fa bene riflettere su questo episodio, e fare un po� di esame di coscienza. L�atteggiamento dei discepoli di Ges� � molto umano, molto comune, e lo possiamo riscontrare nelle comunit� cristiane di tutti i tempi, probabilmente anche in noi stessi. In buona fede, anzi, con zelo, si vorrebbe proteggere l�autenticit� di una certa esperienza, tutelando il fondatore o il leader dai falsi imitatori. Ma al tempo stesso c�� come il timore della �concorrenza� � e questo � brutto: il timore della concorrenza �, che qualcuno possa sottrarre nuovi seguaci, e allora non si riesce ad apprezzare il bene che gli altri fanno: non va bene perch� �non � dei nostri�, si dice. � una forma di autoreferenzialit�. Anzi, qui c�� la radice del proselitismo. E la Chiesa � diceva Papa Benedetto � non cresce per proselitismo, cresce per attrazione, cio� cresce per la testimonianza data agli altri con la forza dello Spirito Santo.

La grande libert� di Dio nel donarsi a noi costituisce una sfida e una esortazione a modificare i nostri atteggiamenti e i nostri rapporti. � l�invito che ci rivolge Ges� oggi. Egli ci chiama a non pensare secondo le categorie di �amico/nemico�, �noi/loro�, �chi � dentro/chi � fuori�, �mio/tuo�, ma ad andare oltre, ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l�azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia. Si tratta di essere attenti pi� alla genuinit� del bene, del bello e del vero che viene compiuto, che non al nome e alla provenienza di chi lo compie. E � come ci suggerisce la restante parte del Vangelo di oggi � invece di giudicare gli altri, dobbiamo esaminare noi stessi, e �tagliare� senza compromessi tutto ci� che pu� scandalizzare le persone pi� deboli nella fede.

La Vergine Maria, modello di docile accoglienza delle sorprese di Dio, ci aiuti a riconoscere i segni della presenza del Signore in mezzo a noi, scoprendolo dovunque Egli si manifesti, anche nelle situazioni pi� impensabili e inconsuete. Ci insegni ad amare la nostra comunit� senza gelosie e chiusure, sempre aperti all�orizzonte vasto dell�azione dello Spirito Santo.

Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 30/09/2018


Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"


Invece di giudicare gli altri, dobbiamo esaminare noi stessi, e �tagliare� senza compromessi tutto ci� che pu� scandalizzare le persone pi� deboli nella fede.

- Papa Francesco -



Ges� ci chiama a non pensare secondo le categorie di �amico/nemico�, �noi/loro�, �chi � dentro/chi � fuori�, �mio/tuo�, ma ad andare oltre, ad aprire il cuore per poter riconoscere la sua presenza e l�azione di Dio anche in ambiti insoliti e imprevedibili e in persone che non fanno parte della nostra cerchia.

- Papa Francesco -



La grande libert� di Dio nel donarsi a noi costituisce una sfida e una esortazione a modificare i nostri atteggiamenti e i nostri rapporti. � l�invito che ci rivolge Ges� oggi.

- Papa Francesco -