Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
In questa ultima domenica dell�anno liturgico celebriamo la solennit� di Cristo Re dell�universo. La sua � una regalit� di guida, di servizio, e anche una regalit� che alla fine dei tempi si affermer� come giudizio. Oggi abbiamo davanti a noi il Cristo come re, pastore e giudice, che mostra i criteri di appartenenza al Regno di Dio. Qui stanno i criteri.
La pagina evangelica si apre con una visione grandiosa. Ges�, rivolgendosi ai suoi discepoli, dice: �Quando il Figlio dell�uomo verr� nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, sieder� sul trono della sua gloria� (Mt25,31). Si tratta dell�introduzione solenne del racconto del giudizio universale. Dopo aver vissuto l�esistenza terrena in umilt� e povert�, Ges� si presenta ora nella gloria divina che gli appartiene, circondato dalle schiere angeliche. L�umanit� intera � convocata davanti a Lui ed Egli esercita la sua autorit� separando gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre.
A quelli che ha posto alla sua destra dice: �Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredit� il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perch� ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi� (vv. 34-36). I giusti rimangono sorpresi, perch� non ricordano di aver mai incontrato Ges�, e tanto meno di averlo aiutato in quel modo; ma Egli dichiara: �Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi� piccoli, l�avete fatto a me� (v. 40). Questa parola non finisce mai di colpirci, perch� ci rivela fino a che punto arriva l�amore di Dio: fino al punto di immedesimarsi con noi, ma non quando stiamo bene, quando siamo sani e felici, no, ma quando siamo nel bisogno. E in questo modo nascosto Lui si lascia incontrare, ci tende la mano come mendicante. Cos� Ges� rivela il criterio decisivo del suo giudizio, cio� l�amore concreto per il prossimo in difficolt�. E cos� si rivela il potere dell�amore, la regalit� di Dio: solidale con chi soffre per suscitare dappertutto atteggiamenti e opere di misericordia.
La parabola del giudizio prosegue presentando il re che allontana da s� quelli che durante la loro vita non si sono preoccupati delle necessit� dei fratelli. Anche in questo caso costoro rimangono sorpresi e chiedono: �Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?� (v. 44). Sottinteso: �Se ti avessimo visto, sicuramente ti avremmo aiutato!�. Ma il re risponder�: �Tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi pi� piccoli, non l�avete fatto a me� (v. 45). Alla fine della nostra vita saremo giudicati sull�amore, cio� sul nostro concreto impegno di amare e servire Ges� nei nostri fratelli pi� piccoli e bisognosi. Quel mendicante, quel bisognoso che tende la mano � Ges�; quell�ammalato che devo visitare � Ges�; quel carcerato � Ges�; quell�affamato � Ges�. Pensiamo a questo.
Ges� verr� alla fine dei tempi per giudicare tutte le nazioni, ma viene a noi ogni giorno, in tanti modi, e ci chiede di accoglierlo. La Vergine Maria ci aiuti a incontrarlo e riceverlo nella sua Parola e nell�Eucaristia, e nello stesso tempo nei fratelli e nelle sorelle che soffrono la fame, la malattia, l�oppressione, l�ingiustizia. Possano i nostri cuori accoglierlo nell�oggi della nostra vita, perch� siamo da Lui accolti nell�eternit� del suo Regno di luce e di pace.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 26/11/2017
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Alla fine della nostra vita saremo giudicati sull�amore, cio� sul nostro concreto impegno di amare e servire Ges� nei nostri fratelli pi� piccoli e bisognosi.

- Papa Francesco -