Angelus in Piazza San Pietro
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di oggi (cfr Mt 23,1-12) � ambientato negli ultimi giorni della vita di Ges�, a Gerusalemme; giorni carichi di aspettative e anche di tensioni. Da una parte Ges� rivolge critiche severe agli scribi e ai farisei, dall�altra lascia importanti consegne ai cristiani di tutti i tempi, quindi anche a noi.
Egli dice alla folla: �Sulla cattedra di Mos� si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ci� che dicono�. Questo sta a significare che essi hanno l�autorit� di insegnare ci� che � conforme alla Legge di Dio. Tuttavia, subito dopo, Ges� aggiunge: �ma non agite secondo le loro opere, perch� essi dicono e non fanno� (v. 2-3). Fratelli e sorelle, un difetto frequente in quanti hanno un�autorit�, sia autorit� civile sia ecclesiastica, � quello di esigere dagli altri cose, anche giuste, che per� loro non mettono in pratica in prima persona. Fanno la doppia vita. Dice Ges�: �Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito� (v. 4). Questo atteggiamento � un cattivo esercizio dell�autorit�, che invece dovrebbe avere la sua prima forza proprio dal buon esempio. L�autorit� nasce dal buon esempio, per aiutare gli altri a praticare ci� che � giusto e doveroso, sostenendoli nelle prove che si incontrano sulla via del bene. L�autorit� � un aiuto, ma se viene esercitata male, diventa oppressiva, non lascia crescere le persone e crea un clima di sfiducia e di ostilit�, e porta anche alla corruzione.
Ges� denuncia apertamente alcuni comportamenti negativi degli scribi e di alcuni farisei: �Si compiacciono dei posti d�onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze� (vv.6-7). Questa � una tentazione che corrisponde alla superbia umana e che non � sempre facile vincere. � l�atteggiamento di vivere solo per l�apparenza.
Poi Ges� d� le consegne ai suoi discepoli: �Non fatevi chiamare �rabbi�, perch� uno solo � il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. [�] E non fatevi chiamare �guide�, perch� uno solo � la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi � pi� grande, sar� vostro servo� (vv. 8-11).
Noi discepoli di Ges� non dobbiamo cercare titoli di onore, di autorit� o di supremazia. Io vi dico che a me personalmente addolora vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alla vanit� delle onorificenze. Noi, discepoli di Ges� non dobbiamo fare questo, poich� tra di noi ci dev�essere un atteggiamento semplice e fraterno. Siamo tutti fratelli e non dobbiamo in nessun modo sopraffare gli altri e guardarli dall�alto in basso. No. Siamo tutti fratelli. Se abbiamo ricevuto delle qualit� dal Padre celeste, le dobbiamo mettere al servizio dei fratelli, e non approfittarne per la nostra soddisfazione e interesse personale. Non dobbiamo considerarci superiori agli altri; la modestia � essenziale per una esistenza che vuole essere conforme all�insegnamento di Ges�, il quale � mite e umile di cuore ed � venuto non per essere servito ma per servire.
La Vergine Maria, �umile e alta pi� che creatura� (Dante, Paradiso, XXXIII, 2), ci aiuti, con la sua materna intercessione, a rifuggire dall�orgoglio e dalla vanit�, e ad essere miti e docili all�amore che viene da Dio, per il servizio dei nostri fratelli e per la loro gioia, che sar� anche la nostra.
Discorso pronunciato dal Papa durante l'Angelus in Piazza San Pietro - 5/11/2017
Tutte le frasi tratte da "Angelus in Piazza San Pietro"
Non dobbiamo considerarci superiori agli altri; la modestia � essenziale per una esistenza che vuole essere conforme all�insegnamento di Ges�, il quale � mite e umile di cuore ed � venuto non per essere servito ma per servire.

- Papa Francesco -
Siamo tutti fratelli e non dobbiamo in nessun modo sopraffare gli altri e guardarli dall�alto in basso. Se abbiamo ricevuto delle qualit� dal Padre Celeste, le dobbiamo mettere al servizio dei fratelli, e non approfittarne per la nostra soddisfazione e interesse personale.

- Papa Francesco -