Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Chessa Cau GIOVANNA il 12 febbraio 2015 alle 22:30 ha scritto:

Grazie. Questo � un gran regalo. Lo comprer�. Giovanni


Luigi Ricetta il 12 febbraio 2015 alle 14:42 ha scritto:

Bellissimo molto utile e fatto molto bene.... Il mio giudizio non serve a far piacere questo prodotto agli altri ma serve per la mia esperienza conbquesto libro... scritto molto bene ed � molto utile


Luigi Ricetta il 12 febbraio 2015 alle 14:39 ha scritto:

Molto utile

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Luigi Ricetta il 12 febbraio 2015 alle 14:38 ha scritto:

Bellissima


sig Fabrizio Sebastiani il 12 febbraio 2015 alle 14:09 ha scritto:

Con i suoi colori stimola la fantasia e l'interesse dei bambini, soprattutto se molto piccoli e favorisce cos� la preghiera in famiglia. Per� proprio per questo � troppo fragile e facilmente cede alle esuberanze dei pi� piccoli.

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La mia Messa - AA. VV.
Libro
AA. VV. Elledici (novembre 2008, 48 p.)

Luigi Ricetta il 12 febbraio 2015 alle 13:41 ha scritto:

Ottimo....

Dammi il cinque! - Molly Wigand
Libro

CATERINA TRAPANI il 12 febbraio 2015 alle 11:30 ha scritto:

Dammi il cinque � un libro che ho comprato perch� mio figlio mi ha detto di averlo visto da un suo amico e gli � piaciuto. L'abbiamo letto insieme e devo dire che mi � piaciuto tanto e sopratutto e piaciuto a mio figlio.

Che rabbia! - Molly Wigand
Libro

CATERINA TRAPANI il 12 febbraio 2015 alle 11:26 ha scritto:

Secondo me � un libro molto bello e sopratutto molto colorato che riesce a suscitare interesse nei bambini anche pi� piccoli e imparano delle buone regole di vita giocando. Ai miei bimbi � piaciuto tanto sopratutto a quello di sei anni e lo dovuto leggere pi� volte. Parla di un argomento che fa parte di tutti noi e quindi qualche consiglio fa solo bene.


Padre angelo catapano, acatapano55@gmail.com il 12 febbraio 2015 alle 11:09 ha scritto:

�Giuseppe di Nazareth�, per la regia di Raffaele Mertes e la musica di Marco Frisina, � il primo film che tratta di san Giuseppe in maniera specifica e con maggiore aderenza al Vangelo. Qui il protagonista � proprio san Giuseppe, interpretato dall�attore Tobias Moretti, e la storia viene raccontata attraverso i suoi occhi celesti. Secondo il cinico re Erode (che scade a volte nella macchietta), Giuseppe � il �migliore artigiano del mondo�, per cui lo chiama a lavorare prima alle porte del tempio e poi al suo stesso sarcofago. Secondo Giuseppe, il re Erode � �nelle mani di Dio�, per cui davanti alle sue ingiustizie come a quelle dei Romani non si pu� rispondere con la violenza, perch� �non si ottiene nulla con la forza�. Giuseppe � della stirpe di Davide, ma non cerca il potere e vive in semplicit�; � un uomo forte, che sa affrontare ostacoli e nemici con coraggio e con l'arma del dialogo. Davanti allo stupro subito da una donna, la sua posizione � disarmante: non va incolpato Dio per le colpe degli uomini, ogni bambino (anche il figlio della violenza) � figlio di Dio e va accettato. Giuseppe, pur nella sofferenza, non pensa a s� e consola il dolore degli altri. Perci� � l'uomo �giusto�, quello di cui Dio stesso si serve per la sua opera di salvezza.
Gioacchino chiede a Giuseppe di sposare sua figlia Maria e gli dice: �lei ha bisogno di una roccia, di un uomo come te�! Tornando da Gerusalemme e dopo la visita di Maria ad Elisabetta, Giuseppe la trova inaspettatamente in stato interessante; si dibatte allora nel dubbio e nel dolore. Con qualche battuta forse eccessiva, scaraventa per terra gli oggetti e grida: �Io credo ai miei occhi!�. Rivolge alla sposa le sue domande, cariche di amarezza: �Ti hanno aggredita? Ti hanno costretta? Pensavi che fossi morto?�. Le dichiara: �Maria, io ti amo, tu lo sai che sono un uomo semplice!�. Ripete a se stesso: �Io devo confidare nel Signore, � l'unica cosa che posso fare!�. Sconsolato, nel buio della notte si chiede il perch� di quello che � successo; finch� l'annuncio del Signore non diventa chiaro anche per lui: �Giuseppe, non aver paura di prendere con te Maria tua sposa; il figlio che nascer� tu lo chiamerai Ges��! La strada ormai � aperta.
In procinto di recarsi a Betlemme per il censimento, Maria rincuora Anna, sua madre: �non ti preoccupare, Giuseppe ci protegger�!�. Al momento della nascita di Ges� in una grotta, � lei stesa che glielo presenta e subito lo rassicura sulla sua paternit�: �Giuseppe, ecco nostro figlio, tienilo in braccio...�. Il rifiuto dell'ospitalit� a Betlemme, i doni dei pastori e dei magi, la crudelt� di Erode, la strage degli innocenti, la fuga in Egitto, tutto quanto accade, viene visto con gli occhi di Giuseppe che, finalmente portati in salvo Ges� e la madre, pu� innalzare il bimbo al cielo e gridare: �mio figlio!�. Passano gli anni in esilio, in terra straniera. Ges� diventa un ragazzo, impara a lavorare il legno; a un certo punto chiede a Giuseppe: �padre, come � il tempio?�. E' la richiesta che riapre i ricordi, la nostalgia della propria terra, dei pellegrinaggi a Gerusalemme, di quegli intarsi eseguiti con perizia e amore ... Ci sarebbe tanto da dire, e Giuseppe racconta, guardando pi� al futuro che al passato, tenendo il figlio sulle ginocchia: �E' meraviglioso; le colonne in marmo bianco brillano alla luce del giorno. E' come se il Signore volesse dirci che � soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto nella sua casa, ed egli � l�, insieme a noi suoi servi .... Per quanto la vita ci faccia soffrire e per quanti dubbi possiamo avere, nel tempio non ci si sente mai soli... E un giorno ogni uomo andr� al tempio per festeggiare, e non ci sar� pi� la guerra, gli uomini vivranno in pace, il deserto fiorir� e non ci saranno pi� lacrime, perch� nessuno sar� pi� triste�.
Nei sogni di Giuseppe, lontano dalla patria giunge ancora una volta la voce celeste: �Erode � morto, prendi tua moglie il bambino, e torna a Nazareth�. Detto fatto: dall'Egitto si va in Galilea e si riprende la vita familiare. Quando Ges� compie i 12 anni, dopo il rito di iniziazione, i genitori lo accompagnano al tempio a Gerusalemme. C'� il trambusto dei mercanti, dei pellegrini venuti per la Pasqua, degli animali da offrire in sacrificio... Al ritorno, Giuseppe e Maria si avvedono di avere smarrito Ges� e tornano angosciati sui loro passi per cercarlo. Quando lo ritrovano, mentre parla con sapienza ai maestri del tempio, per tutta risposta si sentono dire: �Perch� mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del padre mio?�. Giuseppe capisce che e arrivata la sua ora e la sua missione � compiuta. Pensa che da quel momento non ha pi� nulla da insegnargli: �Ora non servo pi�! Riuscir� mai a capirlo, a vederlo come sar�?�. Il figlio per� lo rincuora: �Perdonami, non volevo farti soffrire. Ti prego, padre, portami a casa!�. Con gesto affettuoso, il padre gli d� una pacca sulla testa.
L'ultima sequenza (come nel precedente film dello stesso regista) � significativa. Ormai sul letto di morte, Giuseppe esclama fiero e accorato: �Ges�, qualche volta ho desiderato che tu fossi veramente mio figlio, ma tu sei quello che devi essere. Sei l'unto del Signore, sei suo figlio! E io ho ricevuto il pi� grande di tutti i doni, io ti ho conosciuto. Adesso posso morire in pace. Ges�, prenditi cura di Maria, perch� lei � pi� preziosa e pi� importante della mia stessa vita! Mio amatissimo e mio unico figlio!�. Ges� gli chiede: �Benedicimi, padre!�. E lui gli risponde: �Io ti benedico, figlio ... Figlio dell'Altissimo�. Infine, ritorna quella domanda, che chiss� quante volte san Giuseppe si sar� fatta nel corso della sua vita, vedendo l'ordinariet� della crescita di quel bimbo avuto in dono da Dio: �Tu chi sei Ges�?�. E la risposta non tarda ad arrivare: �Sono tuo figlio�! E' la risposta rassicurante, che suggella la missione di Giuseppe di Nazareth: una paternit�, nei riguardi del Figlio di Dio, non di carattere naturale ma davvero autentica ed unica al mondo.

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Catechista Giuliana Nicolini il 12 febbraio 2015 alle 09:29 ha scritto:

E' una guida bellissima, un cammino quotidiano indispensabile, una fonte di rinnovata spiritualit�.


Valeria Del Sole il 12 febbraio 2015 alle 08:28 ha scritto:

Bel libro mi � piaciuto moltissimo.

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DIEGO DONNA il 11 febbraio 2015 alle 22:20 ha scritto:

Importante opera che consente anche un modo nuovo di comprendere e di vivere il cuore dell'anno liturgico: il triduo pasquale. Un'opera che rilegge gli ultimi giorni di vita di Ges� e che permettono al cristiano di capire il valore salvifico della sua morte come dono per l'umanit�.


mimmo vaccaro il 11 febbraio 2015 alle 22:17 ha scritto:

Buono, conferma in questa veloce lettura l'utilit� degli esercizi spirituali.

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DIEGO DONNA il 11 febbraio 2015 alle 22:16 ha scritto:

La preghiera del cuore, nel silenzio, come esperienza di un autentico dialogo di amore con il Dio che si � fatto vicino all'uomo. L'invocazione: "Ges� abbi piet� di me" ci permette di abbandonarci tra le braccia di un Padre che sempre perdona e infonde vita nuova a chi si affida continuamente a Lui.


Gabriella Fantozzi Macale il 11 febbraio 2015 alle 11:11 ha scritto:

Qualsiasi libro sul Cardinale Martini � dottrina pura, in quanto il soggetto stesso � esempio santo di vita consacrata, ma anche di vita umana come amico di Dio.