Citazione spirituale

Ges� di Nazareth. Sfide e provocazioni

di

Wright Tom


Copertina di 'Ges� di Nazareth. Sfide e provocazioni'

EAN 9788870164510

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In promozione
Tipo Libro Titolo Ges� di Nazareth. Sfide e provocazioni Autore Traduttore Piazzese B. Editore Claudiana EAN 9788870164510 Pagine 201 Data 2003 Collana Piccola biblioteca teologica
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il 11 dicembre 2011 alle 13:32 ha scritto:

Un commento non dovrebbe essere una valutazione critica od una presa di posizione su aspetti delle tesi di fondo di un autore, certamente molto autorevole ma che riflette pur sempre sensibilit� ed orientamento di una determinata area culturale e di pensiero ( religioso), diversa da quella del sottoscritto.
Uno dei principali studiosi del N.T. del mondo anglosassone ( ministro della Chiesa di Inghilterra dal 1976, vescovo dal 2003, curriculum di tutto rispetto : laurea in Literae Humaniores 1971,in teologia 1973,Master of Arts 1975,dottotati in filosofia 1981 ed in Divinity ,teologia, 2000) autore di un�opera monumentale :Christian Origins and the Questions of God, 6 voll.), N.T.Wright con il sottotitolo del suo Ges� di Nazareth ( �Sfide e provocazioni�) ha attirato subito l�attenzione di chi sulla figura di Cristo ha sempre avuto interesse nei propri studi ( �tempo� permettendo). Non �valutazione�, ma �impressione�, per quello che pu� �contare�. Lettura un po� �faticosa� per lo stile troppo ripetitivo ( discorso,in tal senso, �dispersivo�) : le � ricostruzioni � di uno storico,inoltre,non possono prescindere dalla precisa e puntuale documentazione, opportuna ,continua , per ogni sua impegnativa affermazione ( non � un po� limitativa quella prevalente di richiami interni alla Sacra Scrittura, Antico e Nuovo Testamento ?).
La �Prefazione� � chiara : tre preoccupazioni ( 1) completezza (!!) storica del discorso su Ges�; 2) discepolato cristiano che professa di seguire il vero(!!) Ges�; 3) immissione, nei cuori e nelle menti della nuova generazione di cristiani, del modello � di una missione che trasformi il nostro mondo nella potenza dell�evangelo di Ges�. Per me lettura faticosa ,dicevo, dopo quella di altri libri di esegeti del secolo scorso (ad es. di area francese) ,spiegabile per� verso la fine ( p.183) da ci� che �sospettavo�: � � conferenza da cui trae origine questo libro�. La stesura di un libro, come insegnava Tullio De Mauro, dovrebbe essere,per�, preparata,prima, da precisi schemi per evitare le ripetizioni, la dispersivit� della scrittura �sovrabbondante�,quale piacevole � colloquiare�, se posso cos� esprimermi.
EPPURE al termine ho avvertito la sua utilit�, per cui � consiglio questo libro, senza incertezza.
Mi ha colpito la interessante e bella presentazione ( all�inizio del cap.7) dell� �aria� spirituale ( cio� clima di pensieri, cultura) che respiriamo ,oggi: il MONDO della POST-MODERNITA�. C�� anche tra noi ( vedi, ad es., il �pensiero debole�) non solo nell�area anglosassone; � un problema da non sottovalutare ( da capire e con cui confrontarsi ,come fa intendere l�autore) e Wright ci orienta con il primo paragrafo: �Introduzione: missione in un mondo Post-moderno�, articolando la storicit� e l�attualizzazione del �cammino verso Emmaus�. Tralasciando i tanti aspetti affrontati ( e quello sul messia crocifisso e sulla resurrezione � �caratteristica� del discorso del Nostro � meriterebbe non poche pagine), la COLLOCAZIONE STORICA di Ges� nella realt� del popolo di Dio del I secolo ( da approfondire sempre col massimo impegno come nel passato fece, ad es., Danielou ) � UNA NECESSITA�, per evitare quanto anch�io ho spesso notato nel mondo cattolico: il difetto di � � fare dell�evangelo un buon consiglio invece di una buona novella�, come scrive Wright (p.171) che poi continua : � Vi � soltanto un unico fondamento, e ogni volta che costruite un edificio dovete tornare a controllare quel fondamento per sapere che sorta di edificio sia gi� e come potreste procedere al meglio. Prima di poter dire �come Ges� per Israele cos� la Chiesa per il mondo�,dovete dire, �poich� Ges� per Israele allora la Chiesa per il mondo�. Quello che Ges� fece era unico,cruciale, decisivo. E� questa a dire il vero la giustificazione teologica definitiva per l�incessante ricerca del Ges� storico�.

*** NOSTRA STORICITA�

D�ACCORDO ! � ma io ,da cattolico, ad un vescovo anglicano, tra l�altro �giovane� ( nato nel 1948,due anni prima di me � per intendere quanto faccio ora seguire) chiedo se si � accorto che,STORICAMENTE, c�� stato un Vaticano II che si impegn� a fondo sulla � Chiesa nel mondo contemporaneo, poco prima dell�esplosione della contestazione e della post-modernit�. NB. Non solo �polemica�, ma vera esigenza ( e mi chiedo se nella Chiesa cattolica quell�impegno � stato ripreso,approfondito , rinnovato con coerenza tra di noi) .

*** OLTRE LA METAFORA.

N.T.Wright conclude con una �parabola� ed una �poesia�, come lui stesso dice.
La visita al Louvre, il desiderio di vedere il ritratto di Monna Lisa e l�impossibilit� di �guardare� i suoi occhi poich� il vetro che lo protegge riflette gli occhi di chi guarda ( propri e quelli di chi ti � vicino), ed altro ancora (��macchine fotografiche,scolari,altri occhi,altri sorrisi inquietanti�).
E� la tesi della post-modernit� ( �Quello che sembra conoscenza � in realt� il riflesso del vostro stesso mondo,delle vostre stesse predisposizioni o mondi interiori. Non potete aver fiducia in nulla,dovete sospettare su tutto).
E� la tesi che sfida anche il cristiano ( � Cos� ora vediamo il mondo,gli altri,Dio, attraverso una prigione di vetro: sospetto,paura,sfiducia � proiezioni delle nostre stesse ansie�), ben diverso , osservo, e totalmente,dal " Videmus enim nunc per speculum ", come scrive San Paolo.
E� la sfida che l�autore accetta e �supera� contrapponendole la sua tesi ( la realt� dell�amore che � �conoscenza�,ermeneutica della fiducia piuttosto che del sospetto, di cui abbiamo sicuramente pi� bisogno in questo ventunesimo secolo).
E la POESIA termina con una specie di �invocazione� :

� Lasciate che mi fidi, e veda, e lasciate che gli occhi dell�amore indaghino, e io sia liberato�.

*** RISONANZA .

Forse non � piacevole ( disagio contro cui lottare) che l�ultima parola sia � quella di chi legge; ma non posso fare a meno di osservare ( e la metafora del vetro ci � di stimolo e di aiuto): basta � mettersi di lato per osservare� ed il riflesso degli occhi dei visitatori non c�� pi��.
Di lato, cio� dal punto giusto ( che Sant�Agostino indicava con quel �rientra in te stesso�).

Il punto giusto: non � forse la Chiesa, come la grande teologia � cattolica � ci insegna?

Vedere Cristo nel nostro prossimo non � il pi� bel segno di quell�amore invocato da Wright?