Questo libro esplora la competizione per il potere e l'autorit� tra Stati e gruppi armati irregolari nel sistema internazionale contemporaneo. Le politiche di sicurezza degli Stati sono generalmente tarate sull'imperativo di combattere e smantellare i gruppi armati irregolari. Tuttavia, mentre alcuni di essi si indeboliscono, o addirittura scompaiono, altri si rafforzano. Quest'ultimo � un fenomeno particolarmente interessante, data l'asimmetria tra le due parti in competizione. Il caso del gruppo armato e partito politico libanese Hizbullah illustra in modo significativo questa dinamica. Il 'Partito di Dio', infatti, si � eccezionalmente consolidato dalla sua nascita fino a oggi, nonostante i suoi rivali libanesi e internazionali, a partire da Stati Uniti e Israele, abbiano sistematicamente cercato di smantellare la muqa?wama ('resistenza'), la sua ala militare. Che cosa spiega la resilienza di Hizbullah? Marina Calculli cerca di rispondere a questa domanda teorizzando l'azione di Hizbullah in termini di 'mimesi strategica', mostrando cio� come il 'Partito di Dio' sia stato in grado non solo di evitare l'estinzione, ma addirittura di rafforzarsi, mimetizzandosi con il suo rivale per eccellenza: lo Stato. Agendo come uno Stato, Hizbullah ha intavolato all'occorrenza una competizione con lo Stato del Libano e/o con gli Stati rivali sul terreno delle responsabilit� della sovranit�, aggirando cos� il suo limite supremo, ovvero la possibilit� di reclamare i diritti della sovranit�, nella forma in cui questi sono codificati nel sistema internazionale contemporaneo. Spingendo la competizione nella sfera pubblica, Hizbullah ha costruito una legittimit� morale per il suo uso della violenza, impedendo ai suoi rivali interni e internazionali di eliminare la 'resistenza'. Focalizzandosi su tre congiunture critiche - la fine della guerra civile libanese nel 1990, la 'guerra al terrore' dopo l'11 settembre 2001 e l'inizio della guerra in Siria nel 2011 - il libro dimostra come Hizbullah non solo abbia sistematicamente aggirato le misure normative volte a sciogliere la sua ala militare, ma ne abbia addirittura tratto beneficio, rafforzandosi come attore militare e politico, sia all'interno sia all'esterno dello Stato libanese.